Impara a dire “NO”.

La mia generazione appartiene ancora a quella schiera di persone che sono state educate alla modalità servile. Quando ero bambina mi fu detto che bisognava sempre rendersi disponibili ad aiutare gli altri, accondiscendere ai voleri dei familiari e amarli sopra ogni cosa, anche sopra noi stessi. Tutto questo anche a costo di compiere azioni che non ci avrebbero resi felici. Il concetto di felicità era, all’epoca, rivolto verso l’esterno e mai verso l’interno con la presunzione di escludere se stessi dall’equazione pensando che nel rendere felici gli altri, in modo riflessivo, saremmo stati felici anche noi.

Risultato?

Una generazione di complessati, frustrati e infelici.

La FELICITA’ è una condizione interna, non esterna e non è altruismo bensì un atto di puro egoismo. Continua a leggere “Impara a dire “NO”.”

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Analisi metaforica di una ferita.

Quando una ferita prude è segno che sta guarendo.”

Questa frase me la ripeteva sempre mia madre quando, da piccola, andavo incontro alle classiche cadute e sbucciature tipiche dell’infanzia. Ed è la stessa frase che mi sono ripetuta questa mattina quando, istintivamente, ho cominciato a grattarmi la crosticina del taglio che giorni fa mi sono fatta al dito mignolo.

E la metafora è arrivata come un lampo a ciel sereno.

Ci accorgiamo delle nostre ferite solo quando sentiamo il dolore. Questo allarme fisico ci comunica che, in qualche modo, ci siamo fatti del male o qualcuno lo ha fatto a noi; così, tutto a un tratto, come se avessimo preso coscienza solo in quel momento, prestiamo attenzione al nostro corpo, lo scandagliamo e ci soffermiamo sulla zona che è dolorante. Diamine che male. La prima cosa che facciamo è “disinfettare” la ferita per evitare che sporcizia e corpi estranei la possano infettare. Ma anche disinfettare provoca dolore. Anche “isolare” la ferita provoca sofferenza. Però è l’unico modo che abbiamo per evitare che l’infezione, nel caso ci fosse, si possa propagare. Poi, se la ferita si trova in una zona del nostro organismo soggetta a movimenti che possono rallentarne la guarigione, applichiamo un cerotto; meglio se è colorato e divertente, tanto per sdrammatizzare e accendere un bel semaforo che dice “Ehi tu, guarda, mi sono fatto male“. Continua a leggere “Analisi metaforica di una ferita.”

Manga e Fumetti: da dove cominciare e perchè.

Buongiorno carissimi lettori,

oggi voglio parlarvi una tipologia di lettura che per molti anni ho accuratamente evitato per svariati motivi; parliamo oggi di Manga e Fumetti. Dicevo appunto che è un tipo di lettura alla quale non mi sono mai approcciata per i seguenti motivi: solitamente sono storie composte da innumerevoli volumi, il costo dei singoli volumi si aggira dai 3.50 ai 7.00 circa (quindi capite bene che sommando il tutto è come dare via un rene) e ultimo ma non ultimo, se si entra in questo tunnel non se ne esce più. Ora, considerate le già lunghe wishing list dei libri in italiano, quelle dei libri in inglese e aggiungeteci anche quelle dei manga.. ragazzi, non ne usciremo mai vivi.

Però la tentazione è forte e così, prima o poi ci si casca… infatti io ci sono cascata con entrambi i piedi. Ma vediamo un paio di cosine. Perchè leggere i Manga? Non sono una esperta del settore, anzi, sto muovendo i primi passi solo adesso seguendo i consigli di alcune youtuber (che vi elencherò alla fine dell’articolo), quindi non posso parlarvi in modo esaustivo spiegandovi le molte differenze e le varie tipologie di storie presenti. Il mondo dei Manga è davvero una produzione gigantesca che passa dal Fantasy alle storie adolescenziali alle storie di amicizia e d’amore a quelle un po’ più spinte e molto altro. Diciamo che nello scegliere le storie da leggere ho mantenuto le preferenze che riservo ai libri ovvero Fantasy, Fantascienza, Thriller, Polizieschi e argomenti sociali quali amicizia, bullismo e similari.

Ma che differenza c’è, voi vi chiederete, tra leggere un libro e leggere un Manga? 

Bene, è un po’ come chiedere che differenza c’è tra leggere un libro e guardare un film; quando leggiamo un libro è la nostra capacità di immaginazione a rendere reali le parole che leggiamo. Non vi sono supporti audiovisivi quindi le parole scritte si compongono nel nostro cervello creando visivamente ciò che viene evocato dalla parola scritta. Ulteriore differenza la fa se leggiamo mentalmente o ad alta voce perché, nel secondo caso, si aggiunge il tono di voce che diventa uno strumento di colore per l’immaginazione. Mentre quando guardiamo un film, diciamo che abbiamo la pappa già bella che pronta e nulla è lasciato all’immaginazione ma, in compenso, vengono attivati i sensi dell’udito e della vista che hanno un impatto emotivo più profondo e immediato. Ecco, leggere un Manga, a mio personale avviso, è una via di mezzo; vi sono le parole come nei libri e le immagini come nei film. Ho notato che l’impatto emotivo è parecchio presente nella lettura di un Fumetto o Manga proprio grazie alle immagini. Ma un altro fattore che ho notato è la sensazione di tornare bambini; se siete stati fortunati e avete avuto dei genitori illuminati, conserverete sicuramente dei bellissimi ricordi legati alla lettura dei fumetti quando eravate piccoli. Ritornare a leggerli da adulti è un po’ come tornare indietro nel tempo e rivivere quei momenti in cui aspettavate la nuova uscita e, facendo la posta dal giornalaio, acquistavate il volumetto in questione e correvate in cameretta a leggerlo nel vostro mondo. Ecco, è questa la sensazione che ho provato leggendo i miei primi manga/fumetti anche se, nel mio caso, non avendo avuto dei genitori illuminati, manco di ricordi felici ma sono in grado di immaginarmici.

Quindi, se vi piacciono i disegni e le parole scritte e pensate che tale accoppiata possa interessarvi, vi metto in elenco un paio di canali Youtube che possono aiutarvi a sbrogliare la matassa del ” da dove diamine comincio?” Alla domanda che mi sono posta anche io all’inizio, ovvero, ” si ma sono numeri infiniti, non c’è qualcosa di più corto, che so, un paio di volumi e basta?” vi rispondo prontamente dicendovi che si, esistono storie raccontate in due o quattro volumi e anche auto-conclusivi in un unico volume; dovete solo aver voglia di spulciare un po’ su internet e su Youtube. Ecco, quindi, i canali che seguo io e che mi hanno permesso di entrare in questo mondo meraviglioso in cui, raccontare storie è un po’ come attingere alla parte infantile e bambina di noi che non dovremmo mai perdere di vista perché, sognare, è la cosa più elettrizzante del mondo e i fumetti/manga in questo ci aiutano parecchio.

In primis abbiamo il canale di Valentina Gambarini detta Spiccy 😉 https://www.youtube.com/user/spiccycullen

il canale di Donatella
https://www.youtube.com/user/chibistheway

il canale di Aldo
https://www.youtube.com/user/AshurasCorner

e il canale di ilJim scoperto da poco
https://www.youtube.com/user/ilJimChannel

Bene, spero di avervi incuriosito almeno un po’, fatemi sapere se voi leggete fumetti/manga, se vi piacciono e che genere prediligete o se non ne avete mai aperto uno. Io vi saluto, e vi do appuntamento la prossima settimana con un nuovo articolo.

Buona Lettura

Daniela 😉

Il Progetto Gutenberg

Carissimi Lettori,

oggi vorrei parlarvi del Progetto Gutenberg.  Ogni notizia qui riportata è stata recuperata dal web e troverete tutti i link a disposizione.

Sono incappata in questo progetto quando la cugina di mio marito me ne ha parlato a fronte di una mia richiesta di libri da leggere in inglese. Non volevo spendere soldi inutili in libri che non sapevo se avrei avuto la capacità di leggere. Così mi è stato dato il link del sito e mi sono messa subito in ricerca. Poi ho scoperto che vi era anche una sezione in italiano e addio patria 😉 ovviamente ho cominciato a cercare gli autori che conoscevo senza rendermi conto che questo è un archivio in cui si possono trovare libri parecchio datati quindi difficilmente troverete i libri contemporanei (per quelli ci sono le biblioteche). Magari molti di voi lo conoscono già da tempo, nel caso contrario eccovi una ulteriore fonte di lettura gratuita su base volontaria e legale. Di seguito un piccolo accenno del progetto.

Il Progetto Gutenberg è un’idea nata dall’informatico Michael Hart nel 1971 che aveva come obiettivo la costruzione di una biblioteca in versione elettronica di libri stampati, che oggi noi chiamiamo eBook.  I testi disponibili in questa biblioteca libera sono per la maggior parte di pubblico dominio, non coperti da diritto d’autore o da copyright, oppure testi per i quali sono decaduti tali vincoli, o ancora testi coperti da copyright ma che hanno ottenuto dagli autori il permesso alla nuova forma di pubblicazione. Il Progetto Gutenberg si concentrava principalmente sulle opere letterarie storicamente più significative e importanti e su opere di riferimento. Lo slogan del progetto era “rompere le barriere dell’ignoranza e dell’analfabetismo“.

La maggior parte dei testi rilasciati dal Progetto Gutenberg sono in lingua inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, olandese, finlandese e cinese; pochi altri riguardano altre lingue. Tutti i testi del Progetto Gutenberg possono essere ottenuti e ridistribuiti gratuitamente: l’unica restrizione è che il testo rimanga inalterato, e che comprenda l’intestazione del Progetto Gutenberg; quando viene ridistribuito un testo modificato non deve essere etichettato come testo Gutenberg.

Il progetto è tuttora attivo e il lavoro di pubblicazione è quasi interamente svolto da volontari. Chiunque può diventare proofreader apponendo la sua firma al sito di Distributed Proofreaders; l’attività volontaria si esplica esaminando le pagine scansionate una ad una per la correzione degli errori dati dal software di riconoscimento. Ogni pagina viene corretta, riletta e formattata più volte; in seguito vengono unite le pagine e preparate per l’upload al Project Gutenberg.

Qui trovate il link per la lingua italiana. E non mancate di leggere le Condizioni di Utilizzo delle risorse.

Vorrei ricordare che il Progetto Gutenberg è su base volontaria e che è possibile fare delle donazioni a supporto di tale attività sulla hompage del loro sito.

E voi ne avete usufruito? Lo conoscevate come progetto ? 😉

Buona lettura 😉

Audio libri: si o no ?

Carissimi lettori,

eccoci nuovamente qui a parlare di libri ma, in questo caso, in una veste moderna ovvero gli audio libri. Per gli irriducibili conservatori del mondo della lettura, il vero libro è esclusivamente la forma cartacea da toccare, annusare, sentirla vivere nelle tue mani mentre la lettura procede. Ma la tecnologia avanza, i ritmi di vita si velocizzano e gli esseri umani hanno bisogno di adattare le loro molteplici attività al tempo che hanno a disposizione dividendo e organizzando tutto tra lavoro, casa, famiglia, figli e molto altro. Ventiquattro ore sono davvero poche, ammettiamolo, e, considerando che otto le passiamo a dormire, le restanti sedici sono davvero un’inezia rispetto a tutto ciò che vorremmo e dovremmo fare.

Così, in primis, sono apparsi i lettori digitali di libri che ci consentono di portare, in pochissimo spazio, tutti i nostri amati mondi da leggere. Ma non contenti e bisognosi di semplificare ulteriormente l’attività concentrandola anche nei momenti “morti”, si sono affacciati anche gli audio libri.

Gli audio libri sono libri letti da persone che si suppone abbiano studiato le varie tecniche di lettura e recitazione, registrati in file audio, suddivisi per capitoli e fruibili tramite applicazioni sui nostri cellulari, ipad, pc e quant’altro, ottimi quindi da ascoltare in palestra o mentre si fa jogging nel parco o mentre si pulisce casa. Ma dal dire al fare, di mezzo, c’è sempre un bell’oceano blu 😉

Prima di dirvi dove li potete trovare e quali applicazioni sono a pagamento e quali no, voglio prima raccontarvi la mia esperienza. Attualmente ho in lettura ben 4 libri: uno cartaceo da leggere quando sono a casa e nelle ore diurne, uno in ebook da leggere a casa e fuori nelle ore notturne, uno in inglese (vi lasci qui e qui i link dei post relativi alla lettura in inglese ) e un audiobook, appunto, da ascoltare quando faccio tapiroulant.

Ma cosa vuol dire ascoltare un audiobook?

E’ un meccanismo così automatico?

Quando si ascolta un audiobook il corpo dovrebbe essere impegnato in qualcosa di automatico, ovvero, qualcosa che non necessita di un controllo specifico mentale perché la vostra testa è impegnata ad ascoltare e a capire ciò che vi stanno raccontando. Ricordate quando eravate piccoli e la vostra mamma vi leggeva le fiabe prima di andare a dormire? o quando nei pomeriggi di pioggia, seduti accanto alla finestra vi leggeva dei bei libri? Ricordate voi cosa facevate e quale era la vostra attività fisica e quanto era forte la vostra concentrazione? Se non ricordo male, io ero immobile sulle gambe di mia madre, con la bocca spalancata completamente assorta nell’ascoltare la sua voce. A mala pena respiravo. Ascoltavo le sue parole e nella mia testolina tutta la storia prendeva forma come in un film. Cosa che mi succede normalmente ora mentre leggo ma non mentre ascolto. Ecco, ascoltare.. è che non siamo più abituati, ascoltare in silenzio senza controbattere… ascoltare una storia e immaginarla mentalmente allo stesso tempo.. credetemi che non è così immediato. Io ci ho messo un po’ di tempo per riattivare questa parte del mio cervello. Certo siamo aiutati dalla voce del lettore che modula sapientemente i vari toni dei dialoghi, fa le giuste pause, colora le descrizioni ambientali per permetterci di vedere ciò che vede lui/lei; siamo anche aiutati da alcune musiche di sottofondo e da tutte quelle accortezze che fanno di un lettore una figura professionale. Ma basta un attimo di distrazione per perdere il filo della storia. E a me è successo spesso.

Detto ciò, superato il primo momento di spaesamento e dopo aver riprogrammato il mio cervellino nell’ascolto semi passivo, ammetto che ascoltare un libro è un po’ come tornare tra le braccia della mamma o del papà. E’ una modalità di lettura differente che però necessita di parecchia attenzione e che va fatta, di certo non quando si guida, in momenti in cui il massimo che possiamo affrontare sia una corsa o una camminata spensierata o seduti sul nostro divano.

Ora passiamo alle applicazioni che forniscono tale servizio:

  • AUDIBLE –> applicazione e servizio ad abbonamento mensile tranne il primo che è di prova, che in assoluto trovo il migliore sul mercato. Il prezzo è di 9.99 euro al mese, il costo di un libro, e il catalogo è ampio e aggiornato con titoli recenti.
  • LIBRIVOX –> applicazione gratuita collegata al  Progetto Gutenberg  con moltissimi testi in lingua; quelli in italiano scarseggiano un po’ ma potete dargli una occhiata.
  • AUDIOLIBRI STORYTEL –> primo mese gratis e poi abbonamento a 9.99 euro; molto fornito e molto apprezzato.
  • AUDIOBOOKS –> applicazione gratuita che vi rimanda ad audio libri letti sulla piattaforma di youtube.
  • LIBRO PARLANTE –> applicazione gratuita che fornisce classici ben letti e ben interpretati importando le letture fatte dal podcast di Rai 3 AD ALTA VOCE. Tant’è che se vi collegate al podcast, ogni giorno troverete un capitolo letto da un professionista.

Personalmente io sto utilizzando quest’ultima, Libro Parlante, perché mi ci trovo bene e perché ancora non ho compreso quanto e in che quantità, gli audiobook, entreranno a far parte della mia quotidianità. Infatti, prima di fare un qualsivoglia abbonamento, ritengo opportuno comprende quanto possano essere incisivi e importanti nella mia vita. Va da sé che lo stesso libro letto da un professionista e letto da un volontario cambia notevolmente e la qualità va pagata; ecco perché un servizio in abbonamento.

Per ora sto ascoltando autori che non ho ancora mai letto, sempre per quel principio di ottimizzazione dei tempi moderni; da Italo Calvino a Alexandre Dumas.. classici di cui ho visto le trasposizioni cinematografiche ma che non ho ancora avuto tempo di leggere. Come si dice? Due piccioni con una fava 😉

Audio libri: si o no ?

Assolutamente si. PROVATELI nella forma gratuita.. chissà che poi, con il tempo…

Buon ascolto a tutti 🙂

Daniela

 

#2-Leggere in Lingua: necessità, moda o piacere?

Buongiorno voraci lettori,

eravamo rimasti alla prima parte di questo articolo sulla lettura il lingua e delle differenti motivazioni che, negli ultimi anni, hanno diffuso questa nuova moda/interesse. Qui trovate la prima parte dell’articolo.

L’articolo terminava con le seguenti domande:

Meglio il cartaceo o l’ebook? e dove posso comprare dei libri usati in inglese ? e cosa posso comprare ?

Cominciamo ad elencare un paio di titoli di livello base, che è quello corrispondente alle sigle A1A2 – B1 del Quadro comune Europeo di riferimento e che sono i titoli che ho acquistato e che sto leggendo. Si consigliano, per iniziare, libri rivolti al target dei più piccoli e quale autore meglio di Roald Dahl si presta meglio a tale scopo? Quindi, tutti i suoi libri sono ben accetti e pronti per essere letti tenendo conto dei consigli che vi ho elencato nel precedente articolo. Qui il link di Amazon con l’elenco dei suoi libri. Personalmente ho cominciato che il libro The Witches che mi è piaciuto parecchio anche se lo inserirei come secondo libro da leggere piuttosto che il primo ma, ripeto, sono scelte soggettive in base al vostro livello di inglese. Io non bazzico l’inglese da moltissimi anni quindi forse avrei dovuto cominciare da un titolo più breve. E’ anche vero che amo le sfide e le cose difficili 😉

Secondo autore che vi consiglio è indubbiamente Lemony Snicket con la sue “A Series of Unfortunate Events” (qui il link di Amazon); una serie di ben 13 libricini che vi terrà impagnati parecchio ma che vi darà molte soddisfazioni. Io sto leggendo il primo e l’ironia con cui scrive e narra le avventure dei personaggi è davvero stimolante.

Terzo autore che ancora non ho letto ma di cui mi sono procurata il libro usato, è Rainbow Rowell con il testo ” Fangirl“; di questo autore mi è stato consigliato praticamente tutto. In particolare, tutti i libri del genere young adult sono consigliati per una lettura a livello base.

Proseguiamo con Stephen Chbosky con “The Perks of Being a Wallflower” , Andrew Kaufman con “All My Friends Are Superheroes“, Victoria Schwab con “City of Ghosts” e Benjamin Alire Sáenz con “Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe“.

Inutile dire che tutti i libri di Rick Riordan riguardante la saga di “Percy Jackson” sono particolarmente adatti così come tutta la saga di “Harry Potter” anche se credo che entrambi gli autori siano da leggere dopo aver preso dimestichezza con i libri sopra citati, fermo restando il vostro livello di inglese. Mi riferisco infatti a coloro che, come me, partono davvero dalla base.

Ora che abbiamo affrontato una serie di libri da leggere per cominciare la nostra nuova avventura, cerchiamo di capire dove acquistare i nostri bellissimi tesori. Se non avete problemi di soldi lanciatevi su Amazon e non avete problemi; se invece, come me, centellinate, vi lascio due link utili. Il primo è BOOKDEPOSITORY, sito uk dal quale non si pagano le spese di spedizione, mai, e sul quale potete trovare libri nuovi ma scontati; personalmente l’ho usato spesso e mi sono sempre trovata bene, spedizioni veloci e sempre ottime. Il secondo link è ABEBOOKS su cui potete trovare i libri usati in lingua; anche in questo caso, provato personalmente ed estremamente consigliato, prezzi bassi ma libri tenuti abbastanza bene.

Ultimo ma non ultimo quesito, libri cartacei o ebook ?

Questa scelta è strettamente personale. Vi consiglio di provarli entrambi. Personalmente ho adattato questo metodo: se trovo un titolo che mi interessa, scarico l’estratto sul mio lettore e-reader e cerco di capire se è al mio livello o meno e se la storia mi coinvolge. Nel caso lo fosse, cerco il cartaceo usato perchè ho la necessità di sottolineare le parole che non conosco e scrivere il significato. Scrivere manualmente mi aiuta a memorizzare meglio. La lettura su ebook è facilitata nell’avere accesso diretto al dizionario semplicemente evidenziando la parola che non conosciamo quindi, per alcuni, potrebbe essere più comodo. Per ora, preferisco il cartaceo. Probabilmente quando la mia lettura migliorerà di livello allora mi butterò sul formato digitale.

Spero che questo articolo vi sia stato di aiuto. Se avete domande o commenti, scrivete pure. Sono curiosa di conoscere la vostra esperienza in merito.

Vi auguro una buona lettura e ci vediamo la prossima settimana con un nuovo articolo 😉

Daniela

 

#1-Leggere in Lingua: necessità, moda o piacere?

Carissimi Lettori,

era già da un po’ di tempo che volevo scrivere due righe su questa, apparente, nuova moda di leggere in lingua. Da un paio d’anni, ho cominciato a intravedere su Youtube parecchi video delle Booktuber più giovani rivolti, appunto, alla lettura in lingua; nel mio caso parlerò della lettura in Inglese che è la lingua che ho deciso di approfondire. E mi sono sempre chiesta se fosse una moda social del momento o se ci fosse una qualche altra ragione più elitaria.

Personalmente faccio già difficoltà a leggere tutti i libri in italiano che ho in elenco, figuriamoci cominciare a leggere anche in inglese raddoppiando la wishing list. Pero’, da lettrice curiosa come sono, ho cercato di approfondire il discorso e tentare di capirci qualcosa in più.

In rete si trovano video esplicativi che danno quei 4 o 5 consigli su come iniziare a leggere in lingua e quali libri comprare. Nonostante i video siano molti, i consigli sono sempre gli stessi e questo mi rincuora pensando che, almeno in questo caso, vige una certa coerenza. Non contenta, ho cominciato anche ad ascoltare video in lingua che spiegavano a noi, lettori italiani, un paio di regole per cominciare a leggere libri inglesi e come migliorare il nostro vocabolario.

Faro’ quindi una sintesi delle regole che sono riuscita a considerare valide e che sto applicando alle mie letture. Eh si perché ho ceduto anche io e poi vi spiegherò’ i miei motivi :

  1. Verificate il vostro livello di inglese tramite alcuni semplici e veloci test che potete fare sul web per poter poi scegliere i libri giusti da leggere.
  2. Secondo la nuova classificazione europea, in base al vostro livello di partenza, potete scegliere dei libri semplificati adatti al vostro livello. Oppure se non volete le versioni semplificate potete scegliere dei libri per ragazzi. Tutti, infatti, sia italiani che stranieri, consigliano di cominciare a leggere dai libri per bambini, se il vostro livello è estremamente basso e libri per ragazzi e libri young adult, se il vostro livello e rimasto fermo all’apprendimento delle scuole superiori.
  3. Non pretendete di conoscere tutti i significati di ogni singola parola. Non serve, almeno all’inizio. L’importante è comprendere il significato dal paragrafo e della situazione. Se qualche termini vi sfugge, scrivetevelo su un quaderno a parte o sottolineatelo sul libro in questione per poi andarlo a rivedere successivamente.
  4. Scegliete, come primissimi libri, qualcosa che sia abbastanza corto e che vi interessi come argomento. La lunghezza del libro vi aiuterà a finirlo velocemente gratificandovi e l’interesse per l’argomento fungerà da sprone.
  5. Utilizzate un vocabolario mono lingua in modo da immergervi totalmente senza infiltrazioni della lingua italiana. Se non lo avete fisicamente, potete utilizzare l’applicazione Word Reference che si trova su entrambe le piattaforme Android e OS.
  6. Leggete a voce alta. Questo trucchetto vi aiuterà su più fronti:
    • vi aiuterà ad ascoltare la vostra voce che “parla” una lingua straniera. Questo vi sarà di estremo supporto quando comincerete ad avere dei dialoghi vocali con altre persone in quanto non vi sentirete così in imbarazzo nell’ascoltarvi.
    • vi impedirà di pensare in italiano. Eh si perché, inizialmente, voi leggerete in inglese ma sarete tentati di tradurre in italiano nella vostra mente e questo non vi aiuta. Voi DOVETE pensare in Lingua. E l’unico modo per riuscirci è spegnere l’italiano per un momento e accendere il tastino dell’inglese.
    • i suoni delle parole, le virgole, l’intonazione che voi darete alla parola scritta, vi aiuterà, quasi in automatico, ad intuire il senso della frase che state leggendo. E visto che abbiamo detto, nei punti precedenti, che non c’è bisogno di comprendere subito ogni singola parola, riuscire a carpire il significato anche dai suoni, mi sembra un’ottima strategia.
  7. Leggere poche pagine ogni santo giorno. La lettura in lingua deve essere una attività costante. Non è importate la quantità di pagine lette ma la costanza giornaliera nel farlo. In questo modo è come se voi esercitaste un muscolo a fare lo stesso esercizio ogni giorno; il risultato sarà di rafforzarlo sempre più.
  8. Ultimo ma non ultimo, durante la vostra giornata, traducete ogni oggetto che vi passa per le mani nella sua versione inglese. State pelando le patate? Bene. Come si dice ” patata” in inglese? e pelapatate? e come si dice ” sto pelando le patate?” Traducete ad alta voce le azioni che fate e se non conoscete le parole, scrivete l’intera frase su un quaderno e poi, successivamente, vocabolario alla mano, scrivete la traduzione.

Ma perché ho ceduto alla lettura in lingua? Per moda? Piacere? Altro?

In verità mi ero stancata di non poter comunicare con gli stranieri perché carente nella lingua inglese. Amo socializzare e la barriera della lingua mi disturba parecchio. E questo è il primo motivo. Il secondo, molto più vanesio, è la bellezza delle copertine dei libri inglesi e americani che nulla hanno a che vedere con quelle italiane. Lo so che è puro Bookporn ma gli amanti dei libri hanno questo piccolo tasto dolente. Le copertine. Il terzo motivo è la possibilità di leggere saghe che sono state interrotte qui in italia; spesso viene tradotto il primo volume e poi addio patria.

Ecco, ora che abbiamo degli ottimi motivi per leggere in inglese o in qualunque altra lingua voi vogliate, ci sorgono un paio di domande: Meglio il cartaceo o l’ebook? e dove posso comprare dei libri usati in inglese ? e cosa posso comprare ?

A queste domande troverete risposta la prossima settimana nel prossimo articolo, qui sul blog 🙂

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza al riguardo e di esservi stata utile. Se avete domande al riguardo commentate qui sotto e troverete risposta.

Buona giornata e Buona Lettura 😉

Daniela

#ildisagiodeilettori

I lettori, da che mondo è mondo, sono esseri viventi alquanto disagiati. Credo lo siano sempre stati e credo anche che non esista una cura efficace in merito. Dubito persino che vogliano essere curati. Di cosa è fatto il mondo dei lettori? Semplice, mi risponderete voi, di libri, ovviamente. Si certo, e poi? E poi cosa… e poi, aggiungerei io, di liste infinite e variegate che soprannominiamo amichevolmente Wishing List abbreviato a WL. Ho cercato di riassumerle in quattro specifiche categorie:

  1. La lista dei libri classici che DOBBIAMO leggere in modo assoluto.
  2. La lista dei libri che VORREMMO leggere.
  3. La lista delle nuove uscite annuali che DOBBIAMO leggere per rimanere aggiornati.
  4. La lista dei FORSE che varia in base all’umore e al periodo che viviamo.

E ho accuratamente evitato le liste per Autori, per Argomenti e per Generi, quelli consigliati dagli amici e quelli consigliati dagli amici “più acculturati”,  Quindi, la vita dei lettori è fatta sì di libri ma, in special modo, di LISTE che ci posseggono e ci governano. Ebbene si, siamo anime deboli che si fanno comprare davvero con un nonnulla e siamo in balia di trame e copertine.

Ed ora mi chiederete: “e quindi, quale sarebbe il problema?”

E ora ve lo spiego io qual’è il problema. Il problema sta che, come potete immaginare, non può bastare una vita per terminare le nostre liste; si comincia ad una età approssimativamente giovane con quei libri che ” assolutamente lo DEVI leggere perché è un classico e si sa che i classici sono formativi” ma che tanto leggeri non sono. Così li inframezzi con la lista dei “questo lo VORREI taaaantoooo leggere” e nel frattempo ci accorgiamo che i primi sei mesi dell’anno sono già trascorsi e le Case Editrici hanno già sfornato una quantità di titoli che ci arrivano come una pignatta sulla testa. Allora cominci con le NOVITÀ’ editoriali dell’anno che sono infinite e, oltre a segnarle allungando così la WL, cominci a sentirti fortemente disorientato. Si perché è davvero una umiliazione per noi lettori imbatterci in una qualunque discussione in cui ” hai letto l’ultimo libro appena uscito di ****?” “Oddio noooooo me lo sono persoooooo, aspetta che mi segno il titolo” al “ma come hai fatto a perderlo che lo stanno leggendo tutti“.

DISAGIO DEL LETTORE

Passano così i successivi sei mesi e arriviamo alla fine dell’anno in cui si fanno i bilanci dei libri letti e ci si confronta; il disagio aumenta perché ci rendiamo conto che abbiamo davvero letto pochissimo mentre, non si sa per quale oscuro arcano, le nostre WL si sono allungate come minimo del triplo (se vi è andata bene).

Allora partiamo con i Buoni Propositi del nuovo anno giurando a noi stessi che ci impegneremo a leggere i libri che già abbiamo in differenti formati e non ne compreremo altri (sappiate che questa è una bugia colossale; se trovate un lettore che ve la canta con serietà non credetegli, è praticamente impossibile che accada). Si comincia quindi con tanta buona volontà e poi accade che, delle bruttissime persone come le Case Editrici, decidano in modo autonomo e senza una logica sensata di FARE GLI SCONTI. Questo è un atto voluto a minare la nostra sanità mentale, perché ci colpisce nella parte più debole che abbiamo ovvero, non il portafoglio, ma la Sindrome da Acquisto Ossessivo Compulsivo. Si perché oltre ad essere disagiati siamo anche malati.

Il tutto con un bel carico da novanta ovvero LE NUOVE USCITE !!!!!

Ora, carissimi, capite bene che qui non vedremo mai la luce. Questa è una lotta al massacro che comincia nel lontano “sono ancora giovane e ho un sacco di tempo per leggere tutto ciò che voglio ” e approda al “porca miseria ladra non vedrò mai la fine delle mie WL”. 

C’è però qualcosa che nel tempo ho notato come lettrice. Più uscite annuali e meno qualità. Già. Ogni anno esce il mondo in ogni Casa Editrice e un libro pubblicato nel 2017 è già diventato vecchio nel 2018 e riuscire a stare nei tempi è davvero impossibile. Però sarebbe possibile una maggiore cura sulla qualità e una maggiore attenzione verso  la Cultura, quella buona anziché al sol Profitto.

Perchè se vogliamo davvero un mondo migliore, un mondo che non sia autodistruttivo, occorre cominciare dai libri e le storie raccontate devono avere un senso, una morale e dei sentimenti da trasmettere alle nuove generazioni con la speranza che possano recepirle.

Non serve pubblicare ogni anno come se fosse l’ultimo. Occorre pubblicare ogni anno come se quello fosse l’anno del Nuovo Mondo. 

Buona Lettura a tutti 😉

CASE EDITRICI, AUTORI E LETTORI AL #SalTo2018

Carissimi Lettori,

ormai reduci dal Salone del Libro di Torino 2018 che ci ha piacevolmente prosciugati mentalmente, cominciamo a tirare le somme. Questo anno ho avuto la possibilità di partecipare ad alcuni incontri e ho avuto più tempo a disposizione per intrattenermi con Autori ed Editori che mi hanno letteralmente conquistata. Tra le varie case editrici, quella che ha catturato il mio cuore per la gentilezza mostrata, la disponibilità nel dialogo, la gioia nella condivisone è stata la Casa Editrice EDIZIONI LINDAU di Torino.

Sono passata dal loro Stand ben 4 volte !! E poi ci ho portato gli amici. Mi sono persa nei lori titoli e avrei davvero comprato di tutto ma, ahimè, il budget disponibile era pochino e il mio acquisto è stato ” io sono un gatto ” di Natsume Soseki versione Manga.

Parlando di Autori, invece, una piacevole sorpresa è stata Luca Buggio della Corte Editore che ha presentato il suo nuovo libro ” La città dell’assedio ” ambientato nella  Torino del 1700 tra storia e mistero. Un autore che con trasporto e competenza ci ha raccontato dei suoi anni di ricerche storiche (ben otto per l’intera saga) e ci ha spiegato come, nonostante la trama sia inventata, come ama dire lui, potrebbe essere ” verosimile“.

Ma non pensiate che il Salone del Libro sia solo una macchina da soldi. Di librerie ne abbiamo parecchie durante l’intero anno, così come siti in cui acquistare libri anche scontati dal prezzo di listino, biblioteche da cui prendere in prestito e mercatini dell’usato. Allora perché il Salone del Libro è così importante?

Questa manifestazione è la concreta possibilità per i lettori di incontrare e parlare con gli autori, farsi raccontare come sono arrivati a partorire il loro libro, da dove traggono ispirazione, cosa usano per scrivere e quando scrivono, insomma, non è solo “comprare” un libro ma far entrare, all’interno dello stesso, l’umanità dell’autore che diventa tangibile e reale. Un libro non è solo un oggetto con delle pagine su cui sono scritte delle parole. Un libro è sempre parte intima di chi lo scrive. Nella trama, nei personaggi e nelle storie stesse è sempre presente l’autore o parte di esso, magari quella più nascosta, quella che non mostra coscientemente al  mondo ma che, quando scrive, emerge prepotentemente e crea storie che entrano nel nostro cuore rendendoci complici. Quando si ha la possibilità di fare questo, in una manifestazione come il Salone del Libro di Torino, allora si può affermare, con assoluta certezza, che è stato un successo.

E per me lo è stato.