Recensione: “Fredric Drum e il mistero del re di pietra” – Gert Nygårdshaug

Sinossi. Fredric Drum, l’investigatore gourmet, vive a Oslo, dove, tra i molti suoi interessi, gestisce anche con successo un ristorante stellato. Il suo grande amico Hallgrim Hellgren, conservatore della Galleria nazionale, dopo una giornata di lavoro torna a casa, in una valle vicina alla città. Lì, al centro del suo piccolo salotto, trova la gigantesca statua in pietra di Assurbanipal, re degli Assiri, uno dei pezzi più preziosi del museo. Sconvolto, si rimette in macchina verso Oslo per dare la notizia, ma mentre guida viene colpito da un oggetto che sfonda il parabrezza e gli fracassa il cranio. Fredric Drum questa volta deve affrontare un mistero che sembra impossibile da risolvere: l’inspiegabile omicidio di Hellgren e la presenza di una statua pesante quattro tonnellate in un piccolo casolare di campagna. Negli stessi giorni attorno a lui iniziano ad accadere cose impensabili, e Fredric si ritrova invischiato in un dramma che sfida le leggi della natura umana. La capitale viene invasa da maghi accorsi da tutto il mondo per un congresso; un vescovo medievale riappare tra le rovine di un’antica chiesa; un collettivo punk si dedica a un misterioso culto ancestrale. Tra divinità maya, re degli elfi e illusionisti celebri in tutto il mondo, il crittografo-enologo più famoso della Norvegia e l’investigatore Skarphedin Olsen danno vita al più folle e divertente volume della saga di Fredric Drum.

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Recensione: “Le congiunzioni della distanza” – Mimma Leone

Sinossi. La storia di Ginevra, affascinante antropologa, inizia da un balcone che si affaccia sulla laguna veneziana. La vita di Ginevra ruota attorno al lavoro e al rapporto mai risolto con Davide, l’ex compagno, mentre le lettere di Anna Palumbo, amica d’infanzia, rappresentano il filo indissolubile che la trattiene a un passato mai dimenticato, nel Salento assolato degli anni Settanta. Ma un giorno è proprio dal profondo Sud che irrompe la telefonata di Antonio, poliziotto e vecchia conoscenza di Ginevra: Anna è scomparsa nel nulla. Gli unici indizi sembrano partire dalla Baia del Diavolo, uno dei luoghi più misteriosi delle coste salentine. Le congiunzioni della distanza è la somma di più romanzi: un giallo, una storia di formazione, un memoir. Un viaggio verticale dentro gli snodi della mente umana, un’analisi spietata del rapporto che può legare due donne, un’immersione corale nelle lacune e nei vuoti che solo il tempo può generare.

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Recensione: “Il viaggio degli eroi: Il giuramento” – Cristian Taiani

Sinossi: Nel mondo di Inglor una apparente pace sta per essere minata da un antico e malvagio male, un’oscurità che già in passato aveva causato la più grande guerra che le Sette Terre avessero mai visto. Cantata e narrata dai bardi come la Guerra Sanguinosa, uomini ed elfi ne presero parte abbandonate invece dalle più antiche stirpi dei nani, gloriosa fu la battaglia dove venne cacciato il senza nome e il suo suddito Zetroc. Venti ere dopo il male ritorna, tra le strade di Radigast capitale delle Sette Terre, sul suo cammino incontrerà Rhevi una ragazza per metà umana per metà elfa cresciuta con l’amore di nonno Otan proprietario della locanda l’Orso Bianco, dopo l’abbandono della madre elfa il padre perso nel dolore si arruola nell’esercito dell’imperatore Adon Vesto, di lui la povera bambina perde ogni traccia, la ragazza che sogna di allontanarsi dalla realtà di quella città che non l’accetta avrà il modo di realizzare il suo desiderio ma a che prezzo? Talun un ragazzo pelle e ossa dall’animo nobile ma dall’indole spavalda è appena diventato mago dopo una vita da recluso nell’accademia di magia più ambita di Inglor, addestrato nella magia dai più preparati maestri insieme al loro preside Searmon, mentore e amico dell’orfano mago, unico ponte con il suo misterioso passato. I due ragazzi si incontreranno durante una festa alla locanda, ma il lieto incontro li metterà di fronte ad un uomo misterioso che gli farà intraprendere un lungo viaggio sotto un giuramento che sembrerà più una maledizione. Durante il loro viaggio faranno la conoscenza di Adalomonte il guerriero dagli occhi di rubino senza un apparente passato, marchiato dal simbolo del lupo e del leone, l’effige dei fratelli creduti divinità. In tre sfideranno il destino alla ricerca della libertà cominciando il viaggio, scoprendo misteri più grandi di loro, tra magie, guerre, nani, draghi e viaggi nel tempo si ritroveranno a diventare gli eroi che Inglor aspettava.Conoscerete gli elfi di luce, gnomi a bordo di navi volanti, profezie leggendarie, eccentrici pirati e i perfidi elfi di tenebra. Attraverserete il caldo deserto di Azir fino a scoprire gli arcaici segreti celati dal tempo e dall’oscurità senza nome.

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Recensione: “Il paese delle pazze risate” – Jonathan Carroll

Sinossi:  Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner. Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia. A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

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Recensione: L’altra Grace – Margaret Atwood

Sinossi: Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l’”altro”.

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Recensione: “Sotto i tuoi occhi” – Heidi Perks

Sinossi: Dorset, Inghilterra. Harriet è una donna sposata e piuttosto sola, in cerca di lavoro. Ha un’unica amica, Charlotte, madre di tre bambini. Le due donne sono molto diverse tra loro. La prima ha una vita modesta, fatta di routine e ingabbiata in un rapporto quasi morboso con il marito. Charlotte, invece, è indipendente, gode di una migliore situazione economica, e ha avuto il coraggio di mollare il compagno. Harriet l’ammira molto, ma allo stesso tempo soffre di un complesso di inferiorità nei suoi confronti. Al centro della sua esistenza c’è soltanto sua figlia, Alice, una bambina di quattro anni, con cui ha un legame fortissimo e che non ha mai affidato a nessuno, neanche per un minuto. Decide di farlo per la prima volta in occasione di una festa all’aperto organizzata dalla scuola, perché vuole seguire un corso per trovare un impiego. Così lascia la bambina all’amica, che la accompagna al parco insieme ai suoi tre figli. Lì Charlotte si distrae per pochi secondi guardando il telefono e in quel momento Alice scompare. Come farà a dire a Harriet che la sua unica figlia è sparita sotto i suoi occhi? Harriet, devastata, smette di parlarle, ma due settimane dopo, inaspettatamente, la richiama. La realtà è più complessa di quanto appare e le due donne finiscono entrambe interrogate dalla polizia. Qualcuno sta nascondendo la verità su ciò che è accaduto alla piccola Alice. Tutti hanno dei segreti.

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Recensione: Wolves Coast – OrnellaCalcagnile

Trama: Wolves Coast è una ridente località che ai turisti appare come un semplice luogo di vacanza. Nessuno penserebbe mai a una terra di conflitti che ha visto affrontarsi coloni e amerindi, nessuno si aspetterebbe che quella faida si sia trascinata in sordina per secoli fino a esplodere in una battaglia tra popolazioni vicine, eppure per certi versi distanti.

Howi è un giovane di South Wolves con il cuore ferito e un enorme segreto a gravargli sulle spalle, ma con una solida comunità su cui poter contare. Emily è una ragazza di città, delusa dagli affetti, con uno spiccato desiderio di libertà e in cerca della propria strada, una ricerca che la porterà a Wolves Coast. Due personalità che, sebbene diverse, riescono a unirsi profondamente nell’arco di un’estate e a spalleggiarsi in uno scontro senza eguali per quel lembo di costa tanto desiderato da una fazione e tanto protetto dall’altra.

Amore e guerra sono vicini più che mai, ma il primo sopravvivrà alla seconda? Continua a leggere “Recensione: Wolves Coast – OrnellaCalcagnile”

Recensione: Il monastero delle nebbie – Pierpaolo Brunoldi – Antonio Santoro

Sinossi. 1217. Burgos. Castiglia del nord. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti… Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?

Un delitto nel chiostro di un antico monastero.

Un frate alchimista alla ricerca della verità.

Chi si nasconde dietro la mano dell’assassino? Continua a leggere “Recensione: Il monastero delle nebbie – Pierpaolo Brunoldi – Antonio Santoro”

Impara a dire “NO”.

La mia generazione appartiene ancora a quella schiera di persone che sono state educate alla modalità servile. Quando ero bambina mi fu detto che bisognava sempre rendersi disponibili ad aiutare gli altri, accondiscendere ai voleri dei familiari e amarli sopra ogni cosa, anche sopra noi stessi. Tutto questo anche a costo di compiere azioni che non ci avrebbero resi felici. Il concetto di felicità era, all’epoca, rivolto verso l’esterno e mai verso l’interno con la presunzione di escludere se stessi dall’equazione pensando che nel rendere felici gli altri, in modo riflessivo, saremmo stati felici anche noi.

Risultato?

Una generazione di complessati, frustrati e infelici.

La FELICITA’ è una condizione interna, non esterna e non è altruismo bensì un atto di puro egoismo. Continua a leggere “Impara a dire “NO”.”

Analisi metaforica di una ferita.

Quando una ferita prude è segno che sta guarendo.”

Questa frase me la ripeteva sempre mia madre quando, da piccola, andavo incontro alle classiche cadute e sbucciature tipiche dell’infanzia. Ed è la stessa frase che mi sono ripetuta questa mattina quando, istintivamente, ho cominciato a grattarmi la crosticina del taglio che giorni fa mi sono fatta al dito mignolo.

E la metafora è arrivata come un lampo a ciel sereno.

Ci accorgiamo delle nostre ferite solo quando sentiamo il dolore. Questo allarme fisico ci comunica che, in qualche modo, ci siamo fatti del male o qualcuno lo ha fatto a noi; così, tutto a un tratto, come se avessimo preso coscienza solo in quel momento, prestiamo attenzione al nostro corpo, lo scandagliamo e ci soffermiamo sulla zona che è dolorante. Diamine che male. La prima cosa che facciamo è “disinfettare” la ferita per evitare che sporcizia e corpi estranei la possano infettare. Ma anche disinfettare provoca dolore. Anche “isolare” la ferita provoca sofferenza. Però è l’unico modo che abbiamo per evitare che l’infezione, nel caso ci fosse, si possa propagare. Poi, se la ferita si trova in una zona del nostro organismo soggetta a movimenti che possono rallentarne la guarigione, applichiamo un cerotto; meglio se è colorato e divertente, tanto per sdrammatizzare e accendere un bel semaforo che dice “Ehi tu, guarda, mi sono fatto male“. Continua a leggere “Analisi metaforica di una ferita.”