Recensione: “Il paese delle pazze risate” – Jonathan Carroll

Sinossi:  Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner. Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia. A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

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Recensione: L’altra Grace – Margaret Atwood

Sinossi: Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l’”altro”.

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Recensione: “Sotto i tuoi occhi” – Heidi Perks

Sinossi: Dorset, Inghilterra. Harriet è una donna sposata e piuttosto sola, in cerca di lavoro. Ha un’unica amica, Charlotte, madre di tre bambini. Le due donne sono molto diverse tra loro. La prima ha una vita modesta, fatta di routine e ingabbiata in un rapporto quasi morboso con il marito. Charlotte, invece, è indipendente, gode di una migliore situazione economica, e ha avuto il coraggio di mollare il compagno. Harriet l’ammira molto, ma allo stesso tempo soffre di un complesso di inferiorità nei suoi confronti. Al centro della sua esistenza c’è soltanto sua figlia, Alice, una bambina di quattro anni, con cui ha un legame fortissimo e che non ha mai affidato a nessuno, neanche per un minuto. Decide di farlo per la prima volta in occasione di una festa all’aperto organizzata dalla scuola, perché vuole seguire un corso per trovare un impiego. Così lascia la bambina all’amica, che la accompagna al parco insieme ai suoi tre figli. Lì Charlotte si distrae per pochi secondi guardando il telefono e in quel momento Alice scompare. Come farà a dire a Harriet che la sua unica figlia è sparita sotto i suoi occhi? Harriet, devastata, smette di parlarle, ma due settimane dopo, inaspettatamente, la richiama. La realtà è più complessa di quanto appare e le due donne finiscono entrambe interrogate dalla polizia. Qualcuno sta nascondendo la verità su ciò che è accaduto alla piccola Alice. Tutti hanno dei segreti.

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Recensione: Wolves Coast – OrnellaCalcagnile

Trama: Wolves Coast è una ridente località che ai turisti appare come un semplice luogo di vacanza. Nessuno penserebbe mai a una terra di conflitti che ha visto affrontarsi coloni e amerindi, nessuno si aspetterebbe che quella faida si sia trascinata in sordina per secoli fino a esplodere in una battaglia tra popolazioni vicine, eppure per certi versi distanti.

Howi è un giovane di South Wolves con il cuore ferito e un enorme segreto a gravargli sulle spalle, ma con una solida comunità su cui poter contare. Emily è una ragazza di città, delusa dagli affetti, con uno spiccato desiderio di libertà e in cerca della propria strada, una ricerca che la porterà a Wolves Coast. Due personalità che, sebbene diverse, riescono a unirsi profondamente nell’arco di un’estate e a spalleggiarsi in uno scontro senza eguali per quel lembo di costa tanto desiderato da una fazione e tanto protetto dall’altra.

Amore e guerra sono vicini più che mai, ma il primo sopravvivrà alla seconda? Continua a leggere “Recensione: Wolves Coast – OrnellaCalcagnile”

Recensione: Il monastero delle nebbie – Pierpaolo Brunoldi – Antonio Santoro

Sinossi. 1217. Burgos. Castiglia del nord. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti… Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?

Un delitto nel chiostro di un antico monastero.

Un frate alchimista alla ricerca della verità.

Chi si nasconde dietro la mano dell’assassino? Continua a leggere “Recensione: Il monastero delle nebbie – Pierpaolo Brunoldi – Antonio Santoro”

Impara a dire “NO”.

La mia generazione appartiene ancora a quella schiera di persone che sono state educate alla modalità servile. Quando ero bambina mi fu detto che bisognava sempre rendersi disponibili ad aiutare gli altri, accondiscendere ai voleri dei familiari e amarli sopra ogni cosa, anche sopra noi stessi. Tutto questo anche a costo di compiere azioni che non ci avrebbero resi felici. Il concetto di felicità era, all’epoca, rivolto verso l’esterno e mai verso l’interno con la presunzione di escludere se stessi dall’equazione pensando che nel rendere felici gli altri, in modo riflessivo, saremmo stati felici anche noi.

Risultato?

Una generazione di complessati, frustrati e infelici.

La FELICITA’ è una condizione interna, non esterna e non è altruismo bensì un atto di puro egoismo. Continua a leggere “Impara a dire “NO”.”

Analisi metaforica di una ferita.

Quando una ferita prude è segno che sta guarendo.”

Questa frase me la ripeteva sempre mia madre quando, da piccola, andavo incontro alle classiche cadute e sbucciature tipiche dell’infanzia. Ed è la stessa frase che mi sono ripetuta questa mattina quando, istintivamente, ho cominciato a grattarmi la crosticina del taglio che giorni fa mi sono fatta al dito mignolo.

E la metafora è arrivata come un lampo a ciel sereno.

Ci accorgiamo delle nostre ferite solo quando sentiamo il dolore. Questo allarme fisico ci comunica che, in qualche modo, ci siamo fatti del male o qualcuno lo ha fatto a noi; così, tutto a un tratto, come se avessimo preso coscienza solo in quel momento, prestiamo attenzione al nostro corpo, lo scandagliamo e ci soffermiamo sulla zona che è dolorante. Diamine che male. La prima cosa che facciamo è “disinfettare” la ferita per evitare che sporcizia e corpi estranei la possano infettare. Ma anche disinfettare provoca dolore. Anche “isolare” la ferita provoca sofferenza. Però è l’unico modo che abbiamo per evitare che l’infezione, nel caso ci fosse, si possa propagare. Poi, se la ferita si trova in una zona del nostro organismo soggetta a movimenti che possono rallentarne la guarigione, applichiamo un cerotto; meglio se è colorato e divertente, tanto per sdrammatizzare e accendere un bel semaforo che dice “Ehi tu, guarda, mi sono fatto male“. Continua a leggere “Analisi metaforica di una ferita.”

Recensione: Illuminae – Jay Kristoff e Amie Kaufman

Buongiorno carissimi Lettori e Buon Anno!!

Spero che abbiate trascorso delle feste sfavillanti e, con il medesimo entusiasmo, vorrei cominciare questo nuovo anno di recensioni con un bel botto. Nonostante sia stata una lettura a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, ho deciso di inserirla nel 2019 proprio per godermi un ottimo inizio 😉

Illuminae di Jay Kristoff e Amie Kaufman è una di quelle letture in stile SciFy che ti rubano il cuore e la vista, sempre sul filo del rasoio che tiene incollato il lettore fino all’ultima riga. Ma andiamo con ordine. Cominciamo dalla parte estetica del libro che è davvero spettacolare. Libro strutturato con uno stile moderno in cui le pagine sono organizzate come delle trascrizioni di file, note a margine come post-it tenuti su da una clip, pagine totalmente nere su cui le scritte bianche disegnano forme circolari e ondulatorie, appunti trascritti a mano… insomma, per gli amanti dell’estetica e per i nerd una vera chicca. Libro dalla copertina rigida con ben 600 pagine edito Mondadori, si fa amare al primo sguardo. Il fatto poi che sia una trilogia rende felici parecchi lettori amanti del genere.

Ma passiamo alla trama.

“Questa mattina Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare oggi. Questo pomeriggio il suo pianeta è stato invaso. 

Anno 2575, due megacorporation si fanno la guerra per Kerenza, un pianeta che è poco più di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell’universo. Purtroppo nessuno ha pensato di avvertire gli abitanti di quel pianeta dell’imminente attacco. Bersagliati dal fuoco nemico, i due neo ex, Kady ed Ezra, trovano riparo su due astronavi che si stanno occupando dell’evacuazione. 

Ma l’invasione di Kerenza non è che l’inizio…”

Appena sento nominare IA oppure robotica o robot, i miei occhi si illuminano e anche se, nella trama non se ne fa cenno, un terzo protagonista assai importante in questa storia è proprio la IA di nome AIDAN. Proprio per la struttura che è stata data al libro, ovvero come una raccolta di file di dati che raccontano, appunto, l’evacuazione di un pianeta minerario, la caratterizzazione dei personaggi avviene man mano che la storia avanza. Tutto avviene con un ritmo spasmodico e degno di un copione cinematografico. Un pò difficoltosa, forse, all’inizio la lettura di questo libro, cattura il lettore e non lo lascia più andare fino alla fine dell’ultima pagina.

Ogni mia parola rappresenterebbe uno spoiler. Vi basti sapere che quando la tecnologia si arroga il diritto di decidere al posto di chi l’ha creata, quando la soluzione più sensata è anche quella più disumana, quando l’uomo non vede che il buio e la speranza muore nei suoi occhi, allora, e solo allora i veri esseri umani emergono dalla normalità e lottano in nome dell’amore e della speranza a costo della propria vita. Persone normali che si trasformano in salvatori anche contro ogni statistica possibile.

E se l’essere umano si trasforma e muta in ogni situazione della sua vita, specialmente in  quella più tragica facendo emergere la sua vera natura, anche AIDAN, Intelligenza Artificiale, forse può assumere tratti umani, vedersi come ” l’Io Sono ” e percepirsi tale al punto di …

Non posso dirvi altro tranne che DOVETE leggere questo libro. Io ho già con me il secondo volume. Vi aspetto nei commenti 😉

Buona Lettura 😉

 

Segnalazione Letteraria: La terrazza dei limoni – Rebecca Rei

Carissimi Lettori,

siamo quasi arrivati a fine anno ed io vorrei, innanzi tutto, augurarvi un felice e brillante Natale e un Inizio Anno ricco di progetti e novità. Per quanto mi riguarda, il 2019 si affaccia con delle novità assolutamente strepitose così come sarà particolarmente attivo questo blog con nuove recensioni e nuovi articoli. Così, per terminare in bellezza questo 2018, vorrei porre alla vostra attenzione un nuovo arrivo in ambito narrativo; lei si chiama Rebecca Rei e ha da poco pubblicato su Amazon il suo primo romanzo intitolato “La terrazza dei limoni“.

Sono consapevole che dare fiducia agli autori nuovi è qualcosa che non tutti i lettori sono disposti a fare ma, anche il più famoso degli scrittori è stato, a sua volta, un emergente. Quindi, bando alla ciance, ecco la trama di questo nuovo romanzo, di cui avrete presto una mia recensione.

terrazza limoni 72

DISPONIBILE SU AMAZON.IT E PER KINDLE UNLIMITED
Ebook €2,99 pp. 212
Cartaceo €12,99 pp. 212

Amanda è una ragazza romantica e molto legata alla sua città, la splendida Sorrento.
Lavora nel ristorante di famiglia insieme al fratello e al padre, ma il suo cuore vorrebbe
altro: aprire una bottega in ricordo di sua nonna Elena, che le ha insegnato la delicatissima e splendida arte della lavorazione dei limoni. Il suo sogno però sembra lontano, il ristorante infatti non naviga in buone acque, e per di più il fratello decide di andarsene, lasciando la famiglia nel caos. Finché un giorno arriva un nuovo chef, dai modi bruschi e dagli occhi verde menta.
Sarà lui la risposta ai problemi di Amanda?
E chi è la misteriosa cliente con i capelli a caschetto che le fa visita sempre più spesso?
Tentando di rispondere a queste domande, Amanda affronterà un percorso verso la
scoperta di se stessa, imparando che solo lasciandosi andare alle passioni si può
raggiungere la felicità.

Vorrei inoltre ricordare che Rebecca Rei ha indetto una bella iniziativa relativa al suo libro. Verranno estratte due recensioni, tra tutte quelle che le perverranno, e le vincitrici avranno la possibilità di vincere dei buoni Amazon da 25 euro da spendere in libri. Bello no ? 🙂

Che aspettate a partecipare? Vi inserisco il link della sua pagina Facebook dove troverete tutte le indicazioni per aderire all’iniziativa.

Buona lettura e Buone Feste 😉